
- VANNI -



Ieri sera ho assistito alla visione di questo film, e non posso esimermi dal recensirlo...
"Amanda vive a Los Angeles dove è il capo di una società che realizza trailer cinematografici. La sua vita professionale va a gonfie vele mentre la sfera privata è un disastro per via della sua tendenza a voler avere ad ogni costo il controllo sulle sue emozioni. Dall'altra parte dell'Oceano c'è Iris, una giornalista inglese di cronaca rosa che si innamora sempre delle persone sbagliate finendo per essere vittima dell'amore a causa della sua natura romantica. L'ennesima delusione sentimentale spingerà le due donne, così diverse fra loro, a sentire la necessità di un cambiamento netto. Grazie a un annuncio online decidono di scambiarsi l'abitazione per le vacanze, e a 6000 miglia di distanza da casa riusciranno finalmente a riappropriarsi della propria vita. Cameron Diaz e Kate Winslet danno volto, corpo e sfumature a Amanda e Iris rendendole vere e toccanti. I loro personaggi rappresentano tutte le donne del mondo: sono fragili, decise, ambiziose, sognatrici, buffe, tenere, sensuali, appassionate, ironiche, sono piene di complessi e imperfette, ma così infinitamente deliziose. La presenza di Jude Law e Jack Black giustifica la massima di Shakeaspeare citata a inizio film dalla voce fuori campo della Winslet, "i viaggi finiscono laddove si incontrano gli amanti", una frase che ben definisce la sostanza dell'opera. La regista, sceneggiatrice e produttrice della pellicola Nancy Meyers, che già aveva dato prova di abilità nel confrontarsi con il mondo maschile proiettato in quello femminile in What Women Want, si posiziona sulle coordinate segnate da Nora Ephron ai tempi di Harry ti presento Sally per descrivere nuovamente il complesso universo dell'amore. Ma al di là del contenuto sentimentale non si tratta semplicemente di una commedia romantica. È innanzitutto un omaggio alle grandi commedie americane degli anni '50 e '60 delle quali possiede la brillantezza della sceneggiatura (non c'è neanche una battuta fuori posto), il ritmo e l'ambientazione fiabesca resa ancora più dolce dal contesto natalizio. Il film contiene tutte le componenti della settima arte: il trailer (Amanda ne è ossessionata), il soundtrack (Jack Black è un compositore di colonne sonore) e la scrittura (Eli Wallach è un anziano sceneggiatore hollywoodiano in pensione) e ritrova il vecchio glamour della Mecca del cinema. Il pubblico femminile si identificherà con le protagoniste e verrà travolto dalle emozioni sperando in un finale felice. Gli uomini probabilmente troveranno L'amore non va in vacanza un po' sdolcinato, ma i cuori sensibili sapranno apprezzarne la "purezza". "
...io ho pianto per mezz'ora!!!...
...e quanto ho invidiato Cameron Diaz! ...


RISULTATO DI UN SABATO SERA A CASA DAVANTI ALLA TV....
Chi non ha mai sentito nominare il più noto, ma soprattutto "italianizzato", "Il diavolo veste Prada"? In realtà il titolo originale è quello americano, perchè americano è il libro, bestseller, da cui è stata tratta la trasposizione filmica, e americana è soprattutto la sua autrice, Lauren Weisberger.
La trama è la seguente, sia per il libro, sia per il capione di incassi al botteghino : nel favoloso e sfavillante mondo della moda nella Grande Mela, Miranda Priestly è un mito assoluto. Esile ed elegante come nessun'altra, dirige la rivista patinata più venduta e più prestigiosa del pianeta.. Quando Andrea Sachs, 23 anni, una laurea in tasca ed il sogno di diventare scrittrice, accetta di lavorare per lei in cambio di una futura raccomandazione, non sospetta di avere stretto un patto col diavolo. Perchè dietro l'aspetto impeccabile dell'algida e sofisticata Miranda, si nasconde un'indole velenosa e volubile, capace di trasformare la vita di Andrea in un vero e proprio inferno...
A chi non si fosse ancora avvicinato nè al bestseller, nè alla pellicola, risparmio doverosamente il lietofine. Ma non mi posso esimere dal consegnare la Palma d'Oro sicuramente alla geniale scrittrice. Ho letteralmente divorato ogni pagina, ogni riga del suo scritto, tanto quasi dall'immedesimarmi nella protagonista. Il suo stile fresco, sottilmente esilarante, ma al tempo stesso dovizioso di particolari, mi ha trasportata idealmente in quel mondo fatto di luci sfavillanti, abiti inimmaginabili quanto inavvicinabili, feste, ospiti prestigiosi....ma anche comprendente inganni, arrivismo, ipocrisia. Il lato buono e semplice della giovane Andy e del suo fidanzato, l'indole un po' sballata della migliore amica Lilly, sono tutti aspetti che mi hanno intenerita perchè in netta contrapposizione con quel mondo fatto di illusioni. E dev'essere stato questo il motivo per cui nella trasposizione filmica questi ultimi particolari sono passati un po' in sordina, se non addirittura stravolti. Tutto passa in rassegna talmente in fretta che a malapena ci accorgiamo che Andy diventa,nel giro di pochi fotogrammi, una delle "tacchettine" con la scusa, poco credibile, che "non aveva scelta". La sua migliore amica diventa addirittura il suo grillo parlante!
E dove sono finiti tutti quegli abiti che, nella mia fervida immaginazione, mi sono figurata? Le borse. le scarpe, gli accessori, il make up? Persino la diabolica Miranda mi è parsa quasi un essere umano....
Non vi nascondo qual è stata la mia preferenza: la Weisberger è stata capace di farmi ridere da sola nella mia stanza, all'università, in autobus, di emozionarmi, di coinvolgermi totalmente. Il film no.
E allora io incoraggio sempre più a prendere in mano un bel libro e farsi trasportare dalle emozioni che questo ci regala, spesso anche sconosciute, piuttosto che sorbirci una storiella bella e pronta sul piatto d'argento che dopo il fatidico "the end" ci fa tornare alla nostra vita senza lasciare alcun segno.
Ogni libro diventa parte di noi, e contribuisce un po' alla nostra crescita, non solo intellettuale.
Fatene tesoro...
QUAL E' STATO IL LIBRO CHE + VI HA SEGNATI?



Costato 65 milioni di dollari, Sex and the City the Movie ne ha incassati 100 tondi tondi in appena 5 giorni, con buona parte del mondo che deve ancora vederlo. Facendo due conti, e delle semplici previsioni, il film supererà agevolmente i 200 milioni, con buone probabilità di arrivare ai 250 senza contare il mostruoso merchandising che gli ruota attorno e il product placement del film, che conterà al suo interno probabilmente 50 marche. In soldoni, come previsto, è stato è sarà un clamoroso successo.
Ma i fans veri, quelli che amano Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda, come prenderanno questa news? Ha senso proseguire con addirittura altri due capitoli? Dal mio punto di vista, assolutamente no…


L'uscita mondiale del film solo in Italia ha coinvolto ben 500 sale. E così, in attesa di verificare gli incassi plenetari del fine settimana, non resta che ricapitolare i punti cardine della pellicola diretta da Michael Patrick King. Tenendo presente che, trattandosi di una sorta di mega-puntata (il film dura la bellezza di due ore e 25 minuti) di uno dei prodotti tv più amati di sempre, rivelare i dettagli della trama sarebbe un delitto. Dunque sorvolando sui particolari più interessanti - e ignorando lo stillicidio di anticipazioni, più o meno vere, circolate durante la lavorazione - proviamo a rientrare nella magia della New York di Carrie e co.

La storia comincia quattro anni dopo l'ultimo episodio della serie (in sei stagioni, targata Hbo): ritroviamo così la protagonista, fidanzata col suo Mr Big, circondata dalle due amiche ormai sposate e madri, Charlotte e Miranda; mentre la più anziana, focosa ed erotomane Samantha si è trasferita a Los Angeles - vista come una città fatua e noiosa, come sempre nei film o nei telefilm centrati sulla Grande Mela - insieme al bel modello che la ama, e che nel frattempo è diventato un celebre attore televisivo.
Questi i personaggi che già conoscevamo, a cui vanno aggiunti Candice Bergen, in un cameo nel ruolo di una dirigente di Vogue, e la Jennifer Hudson Oscar per Dreamgirls, nei panni dell'assistente personale di Carrie. Ma i punti forti su cui si concentra la storia sono due: la tormentata love story tra Carrie e Mr Big, e le vicende sia sentimentali sia di amicizia che coinvolgono Miranda.
E poi ci sono matrimoni, nascite, separazioni, crisi di ogni tipo, condite da una dose massiccia di marchi dell'abbigliamento e degli accessori: oltre alle mitiche Manolo Blahnik del personaggio della Parker, si può dire che non ci sia stilista di fama mondiale che non abbia la sua citazione, il suo product placement. E, tanto per non farsi mancare nulla, c'è anche una sfilata di Carrie vestita in abiti da sposa, ognuno creato da una firma, e realizzata (nel film) per un numero di Vogue. Anche se, alla fine, la morale sembra virare sull'importanza dell'autenticità delle emozioni e dei sentimenti: "La griffe che non passa mai di moda è l'amore". Resta però vera anche la frase a effetto scritta da una cronista della Reuters: "Più che un film, siamo di fronte a un sogno del marketing".
Insomma, rispetto alla serie tv: meno Sex (e più amore), ma anche un po' meno meno City, visto che una parte della storia è ambientata in Messico, e che poi ci sono le scene girate a Los Angeles. Non mancano, comunque, le situazioni comiche di cui erano conditi gli episodi televisivi, e che vedono coinvolte soprattutto Samantha e Charlotte.
Queste le vicende cinematografiche. Ma attorno a un brand di successo come Sex and the City si muove anche un bel giro di mondanità e di business. C'è chi ha lanciato anche una linea di lingerie, creata da Cosabella, dedicata a Carrie e alla sue amiche; e chi invece - come Campari, insieme alla Skyy vodka - ha creato quattro cocktail, ciascuno col nome di una delle protagoniste.
E mentre, sempre in casa nostra, La7 rimanda in onda i primi episodi della serie, nel resto del mondo, intorno al ciclone Sex and the City, accade davvero di tutto. Ad esempio, la messa al bando delle locandine del film a Gerusalemme, perché nel titolo appare la parola sesso. O la scelta di tenere la prima mondiale alla presenza delle quattro non a New York, ma a Londra: un piccolo dispetto alla città che è la protagonista numero cinque della serie.
Il celebre romanzo da cui è stato tratto uno dei più bei film che la storia ricordi.
Avvertenze: non vi aspettate il lieto fine. Avete presente quel meraviglioso e perfetto scambio di battute verso la fine? Nel film dico, quando sono nel taxi, con la pioggia a fiumi.
Lei splendidamente dice: "Io e il mio gatto siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene".
E lui risponde: "Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa."
Ecco, dimenticatevi questa superba risposta di Paul. Perchè nel libro non c'è. Non c'è lui che le dichiara il suo amore, non c'è lei che torna indietro a riprendersi il gatto, non ci son loro due che si mettono insieme e si scambiano quel bellissimo bacio sotto la pioggia, col micio che sbuca da sotto l'impermeabile di lei.
Sono perciò delusa? Assolutamente no. Perchè tutto ciò che Paul mette in evidenza di Holly, in questa essenziale e perfetta battuta del film, è palese in realtà in tutto il romanzo, anche se non detto esplicitamente.
La scrittura è celere, non si perde in chiacchiere inutili, i personaggi son descritti così bene che anche se non avessimo avuto l'assoluta Audrey davanti agli occhi, l'avremmo riconosciuta ugualmente.
E' un libro per chi, in particolar modo, si riconosce nelle "paturnie"..
Assolutamente da tenere sul comodino.


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